Nel 2026 il trasporto merci su gomma in Europa continua a operare in un contesto di forte pressione strutturale sui costi. A definire i budget logistici e a comprimere i margini sono sempre più la carenza di manodopera, l’adeguamento ai pedaggi, la conformità normativa e gli investimenti necessari per la decarbonizzazione. Sebbene i prezzi del carburante siano rimasti piuttosto stabili negli ultimi trimestri, i recenti conflitti in Medio Oriente ricordano brutalmente ai vettori che il gasolio rappresenta ancora circa il 40% dei loro costi operativi.
INDICE
Mercato del carburante: dal sollievo all’incertezza
Il carburante resta la voce di spesa principale per il settore. Nell’ultimo anno i prezzi del diesel in Europa si sono mantenuti stabili e nemmeno le tensioni internazionali della scorsa estate avevano innescato rincari massicci. Tuttavia, la nuova escalation del conflitto tra Israele e Iran ha cambiato drasticamente lo scenario. A differenza del passato, gli scontri hanno colpito direttamente le infrastrutture di produzione e trasporto.
La decisione dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz (punto di transito per il 20% della fornitura globale di greggio) sta spingendo i prezzi verso l’alto. Se il conflitto dovesse protrarsi, l’aumento dei prezzi alla pompa sarà inevitabile, trasformando quella che sembrava una stabilità a breve termine in un rischio sistemico a lungo termine per ogni committente.
Manodopera e capacità: un trend strutturale al rialzo
Se il carburante è un peso costante, altri fattori stanno costringendo i trasportatori a erodere i propri margini. Il costo del lavoro è stato tra i principali driver nel 2025 e continuerà a esercitare pressione nel 2026.
Gli aumenti salariali nell’UE, uniti alle norme del Pacchetto Mobilità, spingono verso l’alto le tariffe contrattuali. Secondo i dati Eurostat, l’indice del costo del lavoro nell’UE è cresciuto del 4% su base annua nel terzo trimestre del 2025. Tuttavia, i paesi dell’Europa centrale e orientale (CEE), fondamentali per l’offerta di capacità in Italia e nel resto del continente, sono i più colpiti: in Polonia l’aumento è stato del 16%, in Lituania dell’11%.
La causa principale risiede nella persistente carenza di conducenti. Secondo le stime IRU, mancano circa 426.000 autisti nell’UE e solo il 4,5% di essi ha meno di 25 anni. Questo gap generazionale aumenterà inevitabilmente la pressione salariale non appena l’economia riprenderà quota e i volumi torneranno a crescere.



