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Aumento del gasolio nel 2026: perché é un problema anche per i committenti

Il gasolio costa di più, e non è solo una questione di prezzo del petrolio. Ecco come quella pressione arriva fino a te anche se non sei tu a fare rifornimento, e cosa puoi fare per non ritrovarti senza capacità di trasporto proprio quando ne hai più bisogno.
9/2/2026Autore: Margherita Zocco Ramazzo
Aumento del gasolio nel 2026: perché é un problema anche per i committenti

Quando i costi del carburante mettono sotto pressione un vettore, il primo istinto di un committente è pensare che non sia un suo problema: non è lui a fare rifornimento, a guidare, o a guardare lo scontrino alla pompa. Ma il mercato del trasporto é un sistema di vasi comunicanti. La pressione da un lato prima o poi si manifesta anche dall'altro, arriva solo in modo diverso: una tariffa che sale, una flotta che non si presenta, un servizio che si interrompe proprio quando ne hai più bisogno.

Ecco cosa significa la crisi del gasolio se sei tu a prenotare il trasporto, non a gestirlo.

1. Il vero motivo dell'aumento del gasolio non è il petrolio, ma la raffinazione

L'errore comune è pensare che dipenda tutto dal prezzo del Brent. Non è così, o almeno non solo. Il problema reale sta nella capacità di raffinazione: ci sono meno impianti che trasformano il greggio in gasolio rispetto a un anno fa, e questo spinge i costi del carburante molto più in alto di quanto spiegherebbe da solo il prezzo del petrolio.

Per te, come committente, questo si traduce in qualcosa di concreto: l'aumento tariffario che sta arrivando (o che stai già subendo) non è un capriccio o una scusa del tuo vettore. È la conseguenza diretta di un limite strutturale del settore che non mostra segni di risoluzione nel breve periodo.

2. I dati che devi conoscere prima di negoziare

Indicatore

Valore rilevato

Fonte e data

Cosa significa per il committente 

Prezzo del petrolio greggio (Brent)

88-91 $ /barile

Investing.com / Reuters, 17-18 agosto 2026

La componente di costo del trasporto continua a salire, senza segnali di allentamento a breve.

Margine di raffinazione del gasolio in Europa

Massimo storico, ~65 $ /barile

LSEG, via Reuters/Oilprice, fine luglio 2026

È la componente cresciuta maggiormente, più del greggio stesso. Prima si aggirava sui 20-31 $ /barile.

Quota del margine sul prezzo al dettaglio del gasolio (eurozona)

Da 0.10 € /litro a 0.35 € /litro

Blog BCE, 31 luglio 2026

Oltre un terzo di centesimo di euro in più al litro che i vettori stanno attualmente assorbendo (o trasferendo a valle).

Taglio della capacità di raffinazione globale

-4.5 milioni di barili/giorno (-5.4%) nel Q2 2026

Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA)

Non è un picco isolato: è un taglio strutturale che condizionerà il mercato per trimestri, non settimane.

Se negozi una tariffa senza questi dati sul tavolo, è facile leggere qualsiasi aumento come un tentativo di approfittarsi di te. Probabilmente non lo è. Capire la causa reale ti mette in una posizione migliore per negoziare.

Il quadro del gasolio in Italia

A fine agosto 2026 il prezzo medio del gasolio self era di 2,130 €/litro su strada e 2,204 €/litro in autostrada (Osservatorio prezzi carburanti, MIMIT), nonostante il taglio temporaneo delle accise ancora in vigore. E per gli autotrasportatori il colpo più duro non è alla pompa: dal 19 marzo 2026 la quota di accisa recuperabile trimestralmente per i veicoli Euro V/VI è scesa da 219,68 € a 69,68 € ogni 1.000 litri, un costo netto più alto di 150 €/1.000 litri. Questo peso si scarica prima sulla liquidità dei vettori e poi, inevitabilmente, sulle tariffe che ti vengono proposte.

3. ll rischio reale: non trovare nessuno che trasporti la merce

Questa è la parte che molti committenti sottovalutano. Non è solo che le tariffe salgono. Con margini sempre più risicati a causa del gasolio, un numero crescente di vettori sceglie con più attenzione i carichi da accettare, dando priorità a clienti conosciuti, tratte redditizie e pagamenti sicuri. Se la tua azienda non rientra tra quelle che ispirano questa fiducia, potresti ritrovarti senza la flotta di cui hai bisogno proprio quando ti serve di più.

Questo è particolarmente critico su nuove tratte, campagne o progetti di espansione. Il corridoio europeo est-ovest, ad esempio, sta vedendo una crescita reale di opportunità, ma molti vettori restano riluttanti ad accettare carichi da committenti che non conoscono, proprio perché il rischio di mancato pagamento diventa più difficile da assorbire quando i margini operativi sono già erosi dal carburante.

In altre parole: in un mercato ristretto, la capacità di trasporto smette di essere allocata puramente in base al prezzo e comincia a essere allocata in base alla fiducia.

4. Cosa puoi fare come committente

Non puoi far scendere il prezzo del Brent né accelerare la costruzione di nuove raffinerie. Ma puoi fare in modo che la tua azienda sia quella che un vettore preferisce scegliere quando decide dove mandare la sua flotta. Tre leve concrete:

  • Rivedi le tue clausole di adeguamento carburante. Una clausola di revisione ben progettata evita negoziazioni tese ogni poche settimane e costruisce fiducia reciproca: il vettore sa che non contesterai ogni aumento come se fosse un tentativo di sovrafatturazione.
  • Diversifica la tua base di vettori prima di averne bisogno, non quando hai già un carico fermo senza nessuno che lo trasporti.
  • Elimina l'attrito nei pagamenti, che, insieme al prezzo, è la ragione numero uno per cui un vettore rifiuta un lavoro da chi non conosce. 

5. Come SafePay lavora al fianco dei committenti

Quest'ultimo punto è dove entra in gioco uno strumento che vale la pena valutare, 

SafePay è un servizio del gruppo Trans.eu, di cui CargoON fa parte, quest'ultimo ti connette alla rete di vettori sulla borsa carichi di Trans.eu, la stessa risorsa a cui ti rivolgi quando la tua flotta abituale non basta o vuoi aprire una nuova tratta, il badge SafePay ti riguarda direttamente.

È una credenziale verificata e gratuita per il committente: nessuna commissione, nessun abbonamento, nessun costo di attivazione. Trans.eu la assegna, dopo aver controllato la tua affidabilità. Ogni carico con il badge SafePay ha il pagamento garantito, e per questo attira più interesse tra i vettori sulla piattaforma.

Concretamente, quel badge può fare la differenza tra chiudere una prenotazione in fretta o restare in attesa di risposte, soprattutto per capacità spot o vettori che ancora non ti conoscono.

SafePay non risolve il problema del gasolio. Risolve però quello che ne deriva: fare in modo che, quando ti serve capacità, quella capacità voglia lavorare con te.

La relazione con i vettori va costruita in anticipo, non nell'emergenza

Se sei uno committente, la tentazione è vedere questa crisi come un problema di qualcun altro e lasciare che siano i vettori a gestirsi i propri costi del carburante. Ma, come abbiamo visto, il mercato del trasporto non funziona così.

La differenza tra i committenti che attraversano bene questo periodo e quelli che subiscono interruzioni di servizio non sta nell'avere ragione sui prezzi del gasolio. Sta nell'aver costruito, nel tempo, il tipo di relazione con i propri vettori che regge quando il mercato si fa difficile. Costruire partnership sostenibili e durature è una delle migliori soluzioni disponibili. E quella relazione non si improvvisa nel momento peggiore: si costruisce prima.